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  • Gianluca Danieli

Recensione di FREE GUY - EROE PER GIOCO (2021)

Regia di Shawn Levy, con Ryan Reynolds.


è tutto un gioco.



Sveglia, colazione, lavoro, farsi rapinare, farsi uccidere, e idem il giorno dopo. Una normale giornata tipo per un personaggio-non-giocabile in un videogioco vietato ai minori.


Quante cose brutte facciamo ai passanti in un videogame violento? Di tutto e di più. Tanto è solo un gioco. Loro non sono reali. Non provano niente.


Uno di questi personaggi, ‘Guy’ (Ryan Reynolds), il cui lavoro è farsi pestare e sparare, un giorno si alza e decide che vuole di più dalla vita. Inizia così un viaggio alla riscoperta di sé e del mondo che lo circonda, cambiando le regole del gioco.


Un’idea di partenza certamente simpatica. Ogni personaggio, ogni attore coinvolto, vero o “digitale”, sembra essersi divertito nella creazione della pellicola. Guardare Reynolds e combriccola sbizzarrirsi oltre i confini della realtà virtuale è divertente quanto guardare un bel videogame giocato da qualcun altro. All’inizio è interessante. Dopo un po’ però… uno vorrebbe anche divertirsi quanto colui che gioca.

Dopo una lunga serie di elaborati e ben-fatti effetti in computer grafica, rimane poco spazio per l’esplorazione dei personaggi. Senza spoilerare troppo, ad un certo punto, un personaggio chiave è in pericolo di vita. La scena è girata come fosse un intenso momento drammatico. Ma l’investimento emotivo è pari a quello per dei pupazzi digitali che si bombardano per gioco.


Lo stile giocoso era probabilmente voluto, così da creare un’atmosfera allegra e non troppo impegnata. Ed è un peccato. Quando il film si soffermava appena sul legame affettivo fra due (anzi tre) personaggi, c’era il barlume di qualcosa di veramente, potenzialmente originale, sventuratamente non colto.


In un’era in cui certi videogame hanno raggiunto un livello narrativo non indifferente (si veda “The Last of Us”), dire “è solo un gioco”, non vale più come scusa.


Tutto sommato, un film buono, allegro, che non pretende di essere più di una giocosa perdita di tempo, da guardarsi con gli amici. Ogni tanto ci vogliono anche film così (non troppi, però).




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